“Il vero amore significa libertà e crescita e non senso di possesso e restrizioni; vuol dire pace e non agitazione, sicurezza invece di paura. È comprensione, lealtà, incoraggiamento, impegno, sintonia e rispetto… quest’ultimo elemento è molto importante per te, perché se non vieni trattata col giusto rispetto, finisci per soffrire.”

Attenzione: questa è una non recensione
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In questo periodo ho scritto poco. In compenso ho letto molto, tra manuali universitari, romanzi e libri di crescita personale.
Quest’oggi voglio parlarvi proprio di un libricino appartenente all’ultimo genere: La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro di Marcia Grad Powers.

Il titolo è attraente, un po’ provocatorio e in linea col contenuto.
Marcia ci racconta la favola di una moderna principessa, Victoria, che fin dalle prime pagine si scontra con i devi essere e non devi essere imposti da altri.
Il Codice Reale impone che una principessa non ceda a emozioni quali rabbia o tristezza. Non è concesso cantare o ballare – a meno che tu non sappia farlo alla perfezione – e cosa ben più grave, sognare.

“Sei troppo delicata e sensibile, nient’altro che una sognatrice e hai paura della tua stessa ombra…si può sapere che cos’hai che non va? Perché non riesci a essere come gli altri?”

“Le principesse devono essere forti, veri modelli di perfezione reale. C’è un modo giusto e uno sbagliato di essere, di comportarsi e di provare emozioni e tu devi imparare la differenza”.

Sono solo alcuni dei rimproveri che il Re e la Regina riversano su Victoria, che ben presto li interiorizza. Tant’è che è lei stessa a un certo punto a sussurrare “Io sono quella che sono. E quello che sono non va abbastanza bene”.
Credendo di essere sbagliata, Victoria rinchiude una parte di sé – che lei chiama Vicky – in un armadio, abituandosi a diventare semplicemente Victoria, la principessa pronta a essere ciò che gli altri vogliono. Ecco perché dovreste leggere questo libricino: per liberare la vostra Vicky.

Istruita fin da piccola a ricercare la perfezione, Victoria cade in un brutto tranello: crede di averla trovata nel primo uomo che incontra, quello che lei definisce il Principe Azzurro; ma lui non lo è affatto. Victoria vuole credere che lo sia, lo vuole così tanto da ignorare la realtà: al suo fianco vi è un uomo egoista, pronto a sabotarla e sminuirla a ogni occasione. Addirittura, è lui stesso a dirle è colpa tua se sono così, mi comporto male solo con te. E come se non bastasse, Victoria inizia a credere che sia vero e si prodiga per salvarlo.

“Anche se una persona può scegliere in vari modi, non ha la possibilità di cambiare qualcun altro. L’unico che può salvare il principe è il principe stesso.”

E questa frase ce la stampiamo e la distribuiamo a tutte le moderne crocerossine in circolazione.

Tornando a Victoria, col cuore spezzato ma accompagnata da validi aiutanti, la Principessa intraprende un viaggio in grado di farle comprendere che ciò che gli altri le hanno inculcato, non sono altro che illusioni. La perfezione non esiste, esiste l’imperfetta perfezione. Lei non è sbagliata, debole o troppo sensibile, è semplicemente se stessa. Victoria non è tenuta a rispettare alcun Codice Reale o accettare un amore che la fa soffrire, così come non necessita di amare per stare bene, ma bensì di stare bene per riuscire ad amare.

Vi dirò di più, la sua favola esiste, il suo principe azzurro ci sarà, ma non sarà perfetto come le hanno insegnato. Soprattutto, sarà colui con cui condividere la felicità, ma non sarà la sua sola felicità.

“Mi sono sentita vuota, sola, spaventata e smarrita e sono sopravvissuta!”
– Victoria, ossia un po’ tutti noi


Credits
Quotes from La Principessa che credeva nelle favole by Marcia Cross
Thanks to Unsplash for the image

3 Replies to “La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro.”

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