Bly Manor

The Haunting of Bly Manor – Venerdì da brivido

“Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi”

The Haunting of Bly Manor è una storia d’amore, anche se ce ne accorgiamo davvero solo alla fine.

Vagamente ispirata a Giro di vite di Henry James, la seconda stagione di The Haunting ci conduce in una villa di campagna inglese degli anni ’70. Regola numero uno da rispettare: non uscire dalla tua camera quando è notte.

Informazioni di rito

Diretto da: Mike Flanagan
Data di uscita: 9 ottobre 2020
Episodi: 9
Paese di origine: Stati Uniti
Trailer: Clicca qui

Trama di Bly Manor

La giovane Danielle si trasferisce dall’America all’Inghilterra, nel vano tentativo di sfuggire a un trauma che la tormenta. Assunta come istitutrice da Henry Wingrave, si stabilisce a Bly Manor, per badare agli orfani Flora e Miles, nipoti di Henry.

“I bambini saranno sua responsabilità e soltanto sua. Non deve chiamarmi, se non per le emergenze. Sono estremamente impegnato.”

Henry Wingrave

Ad accompagnarla nei suoi compiti vi sono Hannah, Owen e Jamie, rispettivamente guardiana, cuoco e giardiniera della villa.

Inizialmente incantata dalla bellezza e grandiosità del luogo, Danielle inizia a rendersi conto che qualcosa non è in pace a Bly. I bambini hanno paura, sembrano metterla in guardia su un segreto che non possono rivelare. Miles ha improvvisi attacchi di rabbia e Flora è fin dalla prima scena attratta dal lago dinnanzi alla villa.

Opinioni generali

La seconda stagione di The Haunting non mi ha appassionato come la prima. L’ho trovata molto lenta in partenza e un po’ noiosa. Solo a metà ho iniziato a mostrarmi più interessata, andando a collegare gli indizi distribuiti in maniera caotica nei precedenti episodi.

Fin dal primo episodio comprendiamo che qualcosa non va a Bly, tanto per iniziare, i bambini. Definiti da tutti come strani, lo sono veramente, a tratti. Miles in particolare, mostra una personalità duplice, sorridendo tenero in alcune scene per poi diventare poi violento e irascibile in altre.

D’altro canto, abbiamo Flora, troppo apprensiva verso l’istitutrice, questo perché sa quanto pericolosa sia Bly per lei:

“È un vero piacere che lei sia qui. Però adesso deve promettermi una cosa: lei mi deve promettere che resterà in camera sua e che di notte non uscirà. Resti nel letto fino al mattino.” – FLORA WINGRAVE

Se una bambina mi rivolgesse queste parole, io rabbrividirei. Dani si mantiene sempre impeccabile, nulla la tocca, è così incantata dagli alberi di Bly che neanche si accorge del guaio in cui si è messa.

Subito dopo i bambini, strano è il numero di scomparse avvenute prima dell’arrivo di Danielle. La prima, riguarda la precedente istitutrice, Rebecca Jessel, che tutti ricordano con affetto, seppur raramente: nessuno di loro osa parlarne troppo a lungo.

La seconda coinvolge invece Peter Quint, ex socio fidato di Henry, che al contrario di Rebecca viene declassato come essere abietto. Peter Quint, tormentato e avido, colpevole di aver derubato Henry e ingannato Rebecca, innamorata di lui.

Infine, strana è l’intera casa. Isolata, silenziosa, con un inquietante lago dinnanzi all’entrata, per non parlare della chiesa e piccolo cimitero a un metro di distanza, in cui Flora si ritrova persino a giocare. Per Danielle invece è tutto regolare.

I bambini la rinchiudono in una stanza il primo giorno, Flora le vieta di vagare in giro dopo il tramonto, Miles impreca ogni due scene ma… Danielle è tranquilla.

Persino quando si scontra con una presenza del suo passato, ha la lucidità necessaria per bersi una bottiglia di vino e riscaldarsi dinnanzi al fuoco.

Ci sono cartelli giganteschi che dicono Attenzione: fantasmi in vista!

Lei rimane tranquilla.

Solo nelle ultime puntate inizia a prendere coscienza di quanto grave sia la situazione. Se allora però fosse troppo tardi?

La sigla

L’ho trovata ottima, mi è rimasta impressa, a differenza di quella di Hill House, a proposito, ne aveva una?

I ritratti alla parete di ciascun personaggio, il loro dissolversi come fosse effimeri, cosa che in realtà sono, la colonna sonora ansiogena. Tutto perfetto.

Se solo le prime puntate mi avessero dato lo stesso brivido…

Conclusione

Potrei proseguire per ore ma sarebbe difficile farlo senza lasciarmi andare a spoiler. Mi fermerò qui, dicendo che non è una serie inguardabile, anzi, ho finito persino con l’affezionarmi a Dani, Jamie e Hannah. Ho sentito però la mancanza di elementi ben presenti nella prima stagione:

  • Tensione crescente fin dal primo episodio
  • Personaggi ben approfonditi e caratterizzati
  • Timore per i personaggi (essendomi affezionata ad alcuni di loro solo nella terzultima puntata, è stato difficile aver paura succedesse loro qualcosa)
  • Risposte a molti interrogativi.

Attendo impaziente la terza stagione, sperando in un maggior coinvolgimento, paragonabile a quello suscitato dalla prima serie.

Ora, ditemi voi la vostra.

Aspirante scrittrice ed editor di romanzi. Gestisco il blog "Flussi di Incoscienza", con principali argomenti libri, scrittura e comunicazione sul web.

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