finchè il caffè è caldo

Finché il caffè è caldo – Recensione senza spoiler

La verità vuole uscire a tutti i costi, soprattutto quando si cerca di occultare la tristezza o la fragilità

Finché il caffè è caldo – Toshikazu Kawaguchi

Trama del libro finché il caffè è caldo

Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi ci parla di una caffetteria speciale, dove si dice sia possibile viaggiare nel tempo.

Vi sono però alcune regole da rispettare, la più importante delle quali risiede nel titolo stesso: tornare nel presente prima che il caffè si raffreddi.

Alcuni non entrano nemmeno nell’antica caffetteria giapponese, non credendo alla leggenda. Altri ci credono ma si fermano prima di iniziare il viaggio, scoraggiati dalle troppe regole imposte. Infine, i personaggi più coraggiosi o disperati tentano.

I personaggi principali sono gli stessi in ogni capitolo, che presenta la storia di ciascun viaggiatore, ognuno con un motivo preciso per andare nel passato o visitare addirittura il futuro.

Il tempo, gli affetti e i sentimenti sono una chiave importante del romanzo, che ci fa provare nostalgia, tristezza e amore, le stesse emozioni provate dai personaggi, che impariamo a conoscere fin dalla prima pagina.

Non intendo spoilerare troppo, per questo mi limiterò, come sempre nelle mie recensioni, a darvi le mie impressioni. Per il resto, vi consiglio di farvi una vostra idea sul romanzo, acquistandolo o prendendolo in presto dalla biblioteca.

Le mie impressioni

Prima di leggere il libro, ero certa che non mi sarebbe piaciuto. Forse avevo letto troppe opinioni negative al riguardo.

Mi devo ricredere: mi è piaciuto molto, seppur la copertina dai colori allegri mi abbia un po’ ingannata. Mi aspettavo un libro diverso, che trattasse tematiche leggere, mentre mi sono ritrovata a fare i conti con temi e storie un po’ pesanti ma raccontate in maniera delicata oltre che carica di fantasia.

Mi è capitato qualcosa di fantastico per quanto riguarda l’ambientazione: mi è sembrato di esservi immersa. Più leggevo e più immaginavo di trovarmi lì, seduta a uno di quei tavoli, con una tazza fumante tra le mani, osservando i passanti alla finestra e concentrandomi poi su quanto avveniva all’interno della caffetteria.

Leggere questo libro è stato come esserne spettatrice dal vivo. Come se realmente fossi lì, in Giappone, a osservare incuriosita le persone apparire e svanire dalla magica sedia che garantisce i viaggi nel tempo.

Le regole che disciplinano i viaggi nel tempo poi, mi hanno fatto riflettere. Vengono ripetute a ogni capitolo e ogni volta, ho continuano a chiedermi Io viaggerei nel tempo a queste condizioni? Dove andrei? Passato o futuro? Per rivedere chi? Per dirgli cosa?

Tutte queste domande su passato e futuro che alla fine ti riportano a ciò che conta sul serio: il presente e ciò che decidiamo di farne.

Finché il caffè è caldo è un libro delicato ma forte che io ho apprezzato molto, a tal punto da essere incuriosita dal seguito, ossia Basta un caffè per essere felici e Il primo caffè della giornata.

A chi consiglierei di leggerlo?

Ho letto Finché il caffè è caldo in pochi giorni, nemmeno tre se non sbaglio. Lo consiglio quindi a chiunque sia in cerca di un libro abbastanza breve ma comunque carico di intensità e contenuto.

Credo possa piacere molto a uomini e donne indipendentemente dall’età. Perfetto per chi ama riflettere, il genere fantastico e un po’ surreale e i viaggi nel tempo. Non so perché ma mi ha ricordato molto un altro libro letto che in ogni capitolo ci porta in un periodo diverso, mi riferisco a Il palazzo delle porte socchiuse di Matteo Saleri.

Fatemi sapere che ne pensate, se avete letto questo libro o uno dei due seguiti. Inoltre, consigliatemi pure altri libri o film che trattino di viaggi nel tempo se vi va!

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