gestire il tempo con un pomodoro

Gestire il tuo tempo…con un pomodoro!

Primo step: scegli la tua attività, che sia studiare o svolgere un compito.

Secondo step: focalizzati su quell’attività per venticinque minuti.

Terzo step: hai appena superato i tuoi venticinque minuti di concentrazione, ti meriti un premio! Ossia, cinque minuti di pausa.

Quarto step: i tuoi cinque minuti sono terminati, torna a lavoro per altri venticinque!

Va bene Miriam, ma tutto questo come potrebbe aiutarmi e cosa c’entrano i pomodori?

Te lo spiego subito!

QUALCHE SPIEGAZIONE…

Quella che ti ho appena descritto, seppur in maniera molto semplificata, è detta tecnica del pomodoro, inventata da Francesco Cirillo negli anni ’80.

La tecnica del pomodoro è pensata per aiutare gli studenti a scandire tempo di studio e di siesta, riuscendo a bilanciarli di modo da non perdere tempo in inutili distrazioni e al tempo stesso, non svenire sui libri.

Perché parliamo di pomodori? Perché il timer che Cirillo utilizzò per misurare i tempi aveva proprio questa forma!

I PASSAGGI PREVISTI DALLA TECNICA

Venticinque minuti di studio

Un essere umano non riesce a rimaner concentrato per periodi di tempo prolungati. Venticinque minuti è un buon lasso di tempo per mantenersi focalizzati. Ai primi tentativi potrete fallire, cominciando a sbuffare dopo dieci minuti, ma non scoraggiatevi.

In questi venticinque minuti dovrete dedicarvi alla vostra attività, tenendo alla larga tutto il resto. Non so voi, ma quando arriva il momento di studiare, fatico non poco a tenere a bada la mente. Dopo un po’, per quanto l’argomento mi interessi, inizio a pensare a tutt’altro

Mi avrà scritto qualcuno? Avrò risposto a quel messaggio? Perché non farmi un bel caffè? Chissà che sta succedendo sui social…

Consigli (che forse ti sembreranno ovvi) per superare i venticinque minuti brillantemente: liberati del tuo telefono, resisti alla tentazione di controllare le e-mail o di andare in cerca di divertenti video su panda e cagnolini.

Quando il timer suonerà, avrai appena collezionato un pomodoro!

Esperienza personale: a mano a mano che applicavo questa tecnica, è accaduto qualcosa di paradossale: venticinque minuti di studio mi sono sembrati pochi. Quando si pensa questo, si rischia di commettere un errore fatale, che ti spiegherò in seguito.

Cinque minuti di pausa

Quando il timer suona, devi abbandonare l’attività. Non importa che tu non sia arrivato a fine paragrafo o capitolo, devi chiudere il quaderno/PC e fare pausa.

Cinque minuti sembrano pochi inizialmente, lo so e non ti nasconderò la verità: passano in fretta, specie se li usi male.

La prima cosa che facevo, all’inizio, era precipitarmi sul telefono. Guardare i social, leggere i messaggi, rispondere… tutti metodi pessimi per trascorrere la mia pausa.

Cosa faccio oggi: mi allontano dalla mia scrivania e prendo una boccata d’aria fuori, faccio un po’ di stretching, alle volte riposo gli occhi. Qualsiasi cosa che non mi richieda ulteriori sforzi mentali.

Anche qui, quando la pausa termina, devi tornare a lavoro.

Cosa succede dopo quattro pomodori?

Dopo aver collezionato quattro pomodori, ossia due orette di studio, puoi aumentare la durata della tua pausa, passando a dieci, quindici e venti minuti.

LA MIA ESPERIENZA: RISCHI E BENEFICI

Utilizzo questa tecnica da mesi. Studio da una vita, ho un mio metodo per apprendere al meglio ma non ho mai gestito troppo bene il tempo a disposizione. Sono la tipica studentessa che rimanda fino all’ultimo, riducendosi a studiare le ultime settimane prima dell’esame. Fortunatamente il mio metodo di apprendimento è buono – modestia a parte – e mi ha sempre permesso di ottenere buoni voti, basati non sul semplice ricordare concetti a memoria ma comprenderli e riformularli a modo mio.

Ciò che spesso non ho adoperato è stata una giusta pianificazione del tempo. Sono certa che se l’avessi fatto, mi sarei evitata numerose giornate di studio matto e disperato.

La tecnica del pomodoro mi ha aiutato in questo: pianificare, gestire, evitare distrazioni, studiare per ora senza sentire la fatica mentale che ho sempre avuto.

Vi è però un rischio: diventare una collezionatrice di pomodori. Questi ultimi possono prendere il sopravvento sul reale obiettivo del metodo, ossia aiutarci a gestire le tempistiche.

Devo fare un altro pomodoro, dai salto la pausa, venticinque minuti sono troppo pochi. Non sarà nulla di che se salto cinque minuti, voglio finire il capitolo.

Questo si lega al problema che prima ho accennato: i tempi paiono più brevi e la pausa ha iniziato a divenire di intralcio per me. Ne ho saltata una, però sto bene, sono ancora fresca, posso saltare anche la prossima, poi in quella dopo farò una pausa più lunga.

Insomma, si sballano i tempi e ciò che si ottiene è: stanchezza e pessima gestione del procedimento. L’opposto di ciò che la tecnica del pomodoro dovrebbe fare.

SOLUZIONE

È molto semplice: trovate i vostri tempi.

Anche se di base tutti noi abbiamo una soglia bassa di attenzione, siamo tutti diversi. Applicate la tecnica del pomodoro per un po’, osservate gli effetti e sulla base dei vostri bisogni stabilite tempi vostri.

Questo è ciò che ho fatto io, anziché modificare la tecnica casualmente, ho allungato i tempi sia di studio che di pausa, bilanciandoli. In questo modo riesco a studiare ma senza affaticarmi troppo. Che senso avrebbe studiare quando la mente è stremata? Tentare sarebbe uno spreco di tempo.

Bilanciamento è quindi la parola d’ordine. Ognuno ha il proprio, ne sono convinta. Per questo non vi riporterò la mia routine di studio qui, per non influenzarvi.

CONCLUSIONI

Vi consiglio vivamente questa tecnica, specie se è la prima volta in cui ne tentate una. Fatemi sapere la vostra, se l’avete già provata o intendete farlo?

Grazie,

flussi di incoscienza  

Approfondimenti: Luca SadurnyGli audaci della memoriaEfficacemente

Aspirante scrittrice ed editor di romanzi. Gestisco il blog "Flussi di Incoscienza", con principali argomenti libri, scrittura e comunicazione sul web.

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