Il palazzo delle porte socchiuse

Il palazzo delle porte socchiuse di Matteo Saleri – Collaborazione

Questo palazzo è un poco speciale, mi faccio spesso vanto del fatto che sia unico nel suo genere. Questo nel bene e nel male. Stammi sempre vicino, mi raccomando.

Il palazzo delle porte socchiuse

Se siete in cerca di storie a dir poco particolari, potrei avere ciò che fa per voi. In collaborazione con Matteo Saleri, vi parlo del suo libro d’esordio: Il palazzo delle porte socchiuse. Edito da Marco Serra Tarantola Editore, in 270 pagine e pochi piani, questa raccolta ci svela le storie di tredici personaggi.

Ciascun racconto appartiene a un genere differente, così come vari sono i protagonisti, i punti di vista narrati, i luoghi e i periodi storici.

La copertina, semplice e coerente con il contenuto ci mostra la porta semi aperta di uno stabile. Ad accoglierci vi è un insolito portinaio, che con tono divertito si propone di svelarci i segreti di quel luogo per lui tanto speciale. Un luogo ormai quasi vuoto, di cui lui è diventato il guardiano.

Senza anticiparvi troppo, sappiate che il palazzo delle porte socchiuse ha quasi vita propria. Ogni suo appartamento custodisce le storie ed essenze di chi vi ha abitato.

Le storie del Palazzo delle porte socchiuse

Come già anticipato, i racconti qui contenuti sono molto diversi tra loro; accumunati solo da macro-temi, come il ricordo, l’amore, il mistero…

Al primo piano troviamo uomini rimasti coinvolti in una dolorosa guerra. Come ci dice anche il guardiano “Queste stanze appartengono ad un passato buio, qualcosa da ricordare per evitare che accada di nuovo. Eppure, anche nelle tenebre, ogni tanto gli uomini si ricordavano di illuminare la strada…”
Titoli: Il sole brilla ancora, di cui esprimo qualche parere più specifico più avanti; Fuoco freddo che ho trovato molto bello, ma con un finale aperto che mi ha lasciato il desiderio di saperne di più.

Il secondo piano ci svela realtà distopiche o una realtà che gli stessi personaggi faticano a riconoscere. Uno dei racconti di questo piano, Kamastaè, rientra tra i miei preferiti. Oltre a lui abbiamo Stelle e brioches, con un finale che non mi aspettavo; La medicina, anche qui con un epilogo inatteso, che di nuovo mi lascia con la curiosità di sapere cosa avvenga in seguito alla famiglia coinvolta.

Arrivati al terzo piano, il guardiano ci mette in guardia: Non mi è mai davvero piaciuto salire da loro. Erano persone strane, in negativo. Troviamo mistero, violenza, storie in grado di tenerti col fiato sospeso. I titoli sono Amore di fratello e Desideri nascosti. Entrambi mi sono piaciuti molto, poiché carichi di tensione dall’inizio alla fine, sono quei racconti in cui sai che qualcosa di terribile succederà e per questo vai avanti a leggere, curioso.

Anche il quarto piano non è una passeggiata. Di nuovo, il portinaio ci avvisa: queste erano persone a cui l’amore ha giocato strani scherzi. Scopriamo le storie di Glinda, Martha e Kevin. Comprendiamo non solo ciò che l’amore provoca ma anche ciò di cui è fatto: dolore, speranza, follia e … un pizzico di magia. Martha è il mio racconto favorito; anche Qualcosa di magico è veramente delizioso; infine, su Goccia dopo goccia ho opinioni contrastanti. Il personaggio di Glinda è ben reso, così come la sua situazione; eppure non mi ha catturata come gli altri racconti.

Al quinto piano vi è un solo abitante. Ha voluto prendere tutto per sé, timoroso di avere coinquilini attorno. Diceva che non si fidava a stare vicino agli altri. La sua storia si intitola Mnemos. Inizialmente può apparire una storia d’amore, andando avanti poi, si inizia a intuire che qualcosa non va. Piccoli dettagli lasciano comprendere che qualcosa di oscuro è capitato negli antefatti…

Nel sottotetto, infine, vengono svelate le storie degli scomparsi e di come giustizia e vendetta si possano fondere, causando sensi di colpa in chi non è certo di aver rispettato il confine.
Titoli: Qualcuno li chiama scomparsi e infine, Trenburry Island, secondo me perfetto come racconto di chiusura.

Opinioni – note positive

La scrittura è semplice ma non banale.

La lunghezza dei racconti è più o meno la stessa per tutti (con qualche eccezione), favorendo un certo equilibrio. Sempre per quanto riguarda la lunghezza, l’ho trovata ottimale, non troppo breve o troppo lunga. In questo modo i personaggi e il contesto della narrazione trovano il loro giusto spazio, senza un dilungarsi eccessivo che annoierebbe.

Ho apprezzato la scelta di dare spazio al portinaio ma senza esagerare, dal momento che il focus sono le storie e troppe interruzioni da parte del personaggio avrebbero distolto l’attenzione.

Il fatto che i racconti siano diversificati fa si che tutti possano trovare il proprio o i propri generi preferiti al suo interno. Pur essendo diversi, ho l’impressione che tutte le storie abbiano dei rimandi o comunque un filo comune dato da temi come l’amore, il ricordo, il mistero.

Un punto di forza che ho notato, soprattutto nel racconto Desideri nascosti, è che i toni della narrazione e il linguaggio cambiano di storia in storia. In Desideri nascosti si nota molto: fin dalla prima pagina ci sono parolacce – che negli altri racconti sono assenti o comunque poco presenti – percepiamo subito la stizza del personaggio principale, quasi fosse la nostra. Questa cosa mi è piaciuta molto, perché vuol dire che la scrittura non è statica ma si adatta all’atmosfera che vuole creare.

La capacità di trasmetterci le emozioni dei personaggi, tramite la scrittura, è presente in ogni racconto ma soprattutto in alcuni. Oltre a Desideri nascosti, citerei Goccia dopo goccia, in cui sentiamo la confusione, la diffidenza, la paura di Glinda; Li chiamavano scomparsi, dove davanti a un avvenimento gioioso, noi stessi non riusciamo del tutto a essere felici, poiché anche il personaggio sente che qualcosa non quadra…

Altro punto a favore: si sente che sono state fatte delle ricerche, specie nei primi due racconti dedicati alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, in cui immagino sia stato necessario informarsi prima di scrivere certi dettagli, come le armi usate o le tecniche portate avanti contro il nemico.

Opinioni – note negative

Devo per forza inserire questa sezione, perché nessun libro è perfetto e la recensione dev’essere sincera.

Ci sono punti che non mi hanno convinto del tutto. Sono tutti giudizi soggettivi, precisiamolo, quindi non è detto che abbia torto o ragione.

Inevitabilmente alcuni racconti mi hanno colpito più di altri, è una questione di gusti. Il primo non mi ha catturata subito, ci ho messo un po’ prima di iniziare a temere per il personaggio principale. So che sono racconti, quindi non ho il tempo di affezionarmi ai protagonisti come accade in un romanzo, però ho davvero fatto un po’ di fatica a preoccuparmi per Sergio.

È un peccato che giusto il racconto di apertura non mi abbia preso molto. Ne avrei scelto un altro, uno di quelli che prima ho definito da fiato sospeso, così da catturare subito il lettore e invogliarlo a proseguire. Capisco però che il concetto di lettore sia molto ampio, è difficile scegliere un racconto che colpisca tutti nell’immediato.

Per il resto invece, l’ordine dei racconti mi è sembrato coerente, in grado di creare una tensione crescente fino al climax finale con Trenburry Island.

Ultima “nota negativa”. Sempre per gusto personale, alcuni finali mi hanno lasciata con alcune questioni irrisolte. Cosa succede dopo? Lei come agisce? Lui cosa farà ora? Tipiche domande che ti lasciano i finali aperti.  

Conclusione generale

Il mio giudizio finale è positivo. È una raccolta varia, in cui chiunque può trovare ciò che cerca. Si legge rapidamente – persino io che sono una lettrice lenta me la sono cavata in poco tempo. Non è noioso.
Per maggiori info ecco la scheda del libro sul sito della CE

Sempre qui sotto, una breve biografia dell’autore, a cui faccio i complimenti. Spero che questa recensione ti abbia aiutato a comprendere quelli che, secondo me, sono i tuoi punti di forza e debolezza.

Buona fortuna per i futuri libri!

L’autore

Matteo Saleri (7 ottobre 1997), studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Brescia. “Il palazzo delle porte socchiuse” è il suo primo libro.

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