Il Racconto dell'Ancella

Il Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood

Il Racconto dell’Ancella. Un libro potente, in grado di turbare qualsiasi lettrice, poiché le tematiche trattate, pur svolgendosi in un futuro distopico, ci riguardano.

Nessuno muore per mancanza di sesso. è per mancanza d’amore che moriamo.

Difred

Senza fare spoiler, Il Racconto dell’Ancella presenta un futuro che ricorda un triste Medioevo. In un mondo ormai stremato da guerre e radiazioni chimiche, il tasso di natalità è quasi pari a zero. Nel Nord America, una dittatura schiaccia i propri cittadini, prime tra tutte le donne, la cui unica virtù diventa la fertilità. Le donne sterili o non più fertili sono declassate come nondonne, inutili e da eliminare. Quelle che invece possono ancora procreare, vengono barattate come merce. Inviate per brevi periodi nelle case dei Comandanti, hanno il dovere di donare il proprio corpo a questi ultimi nella speranza di rimanere incinte e se accade, di dare alla luce bambini sani, non compromessi dagli effetti radioattivi.

La bravura di Margaret Atwood…

Margaret Atwood è uno dei punti di forza del romanzo, a mio parere. Le sue riflessioni colpiscono al punto giusto, la sua scrittura cattura e la sua capacità di veicolare importanti moniti è ammirevole.

Questo non è un libro recente, eppure colpisce ancora e continuerà a farlo, poiché intriso di questioni calde che toccano tutte noi: la sottomissione del corpo femminile, il vedere le donne come semplici incubatrici, funzionali solo per la riproduzione, considerare non donne quelle che non possono servire a questo scopo. È un libro che turba, che sembra sussurrarti all’orecchio è se capitasse a te?
D’altra parte, non è questo il compito dei romanzi distopici? Presentarci un futuro che rischia di avverarsi: la protagonista del romanzo viveva una vita del tutto normale, proprio come la nostra, prima che una serie di condizioni sfavorevoli le si coalizzassero contro.

Sfortunatamente in molti luoghi questo romanzo è attuale.

Complice anche il periodo che stiamo vivendo, ricco di restrizioni alle più semplici libertà che davamo scontate, mi sono immedesimata totalmente nel racconto di Difred, la narratrice. Io stessa, a metà romanzo, mi sono sentita un’Ancella.

Punti Negativi…

Purtroppo questo romanzo mi ha deluso, in parte. Per tre semplici motivi:

– Le riflessioni di cui parlavo prima, sono tutto ciò che tiene in piedi il romanzo. Non ho trovato azione, non ho trovato eventi, non ho visto un’evoluzione delle vicende o nella protagonista, la quale tende a essere sempre in attesa di qualcosa. Qui però vi è da dire che il Racconto dell’Ancella è più un romanzo per riflettere, adatto a chi è in cerca di pensieri più che azione.

– Un fatto che mi ha infastidito molto è stato il finale, che non andrò a rivelarvi. Mi limiterò a dire che non apprezzo molto i romanzi in cui i dubbi principali non vengono sciolti. Avendo investito del tempo nel leggere questo libro, come minimo speravo di trovare risposte alle principali domande che vengono poste nel corso della storia. Qui non solo il finale non ha fornito risposte ma ha addirittura alimentato altre questioni irrisolte.

– In un romanzo distopico, io vorrei capire come si sia arrivati a quel punto. Perché nel Racconto dell’Ancella non c’è una chiara successione degli eventi che hanno condotto gli Stati Uniti a considerare le donne incubatrici? Si parla di radiazioni, si accenna a guerre, si dice che un giorno le donne si sono risvegliate coi conti bancari bloccati. Da chi? Da dove vengono i dittatori? Chi ha creato tutto ciò? Non si comprendono bene i passaggi, è tutto molto nebuloso.

Conclusioni

Rimane un romanzo potente, come ho già detto. Su cui ci sarebbe molto altro da dire, numerosi sono infatti i passaggi interessanti. Peccato che questi passaggi non siano accompagnati da azioni, solo riflessioni, spesso ripetitive.

Ora tocca a voi dirmi la vostra impressione su questo romanzo. Lo consigliereste, non lo consigliereste, l’avete amato, non vi ha convinto…? Avete poi visto la serie televisiva?
Ditemi tutto, sono curiosissima!

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