il volo della colomba

Il volo della colomba (The Doveskeepers) – Piccole Grandi Donne

Bentornati sul mio blog. Se questa è la tua prima volta qui, sappi che sei finit* all’interno della rubrica Piccole Grandi Donne. Visita questa pagina per saperne di più, oppure leggi semplicemente questo articolo, capirai subito il tema della rubrica.

Ho deciso di parlarvi di un film che anni fa mi ha incantata e che ancora oggi sortisce un certo fascino su di me. Credo di averlo rivisto almeno cinque volte e sono certa che dopo aver scritto quest’articolo, andrò a riguardarlo nuovamente.

Sto parlando de: Il volo della Colomba – titolo originale: The Doveskeepers.

Informazioni di rito

Paese: Stati Uniti

Anno: 2015

Genere: Drammatico, storico, azione

Durata: 180 minuti. Io l’ho visto come film, in realtà è una miniserie televisiva di due puntate.

Trailer: Clicca qui

Il volo della colomba nasce come miniserie statunitense, composta da due puntate e ispirata al libro di Alice Hoffman. Quest’ultima racconta una vicenda realmente avvenuta nella Palestina del 70. D.C, quando novecento ebrei ribelli si trasferirono a Masada, un’antica fortezza, nel tentativo di sfuggire ai romani.

Trama

Le voci narranti appartengono a due donne ebree, Yael e Shirah (ve la ricordate Ziva di NCIS?). Con delicatezza e forza, le due ripercorrono quanto avvenuto a Masada.

Numerosi sono poi i flashback relativi alla loro vita personale.

Yael ci racconta di quando, giovane e ingenua, ha commesso l’errore di innamorarsi di un uomo sposato, diventando agli occhi di tutti, persino di suo padre, una poco di buono. Yael è l’emblema della svergognata, dell’amante, di colei che ha provocato un uomo impegnato. Le vengono addossate tutte le colpe, poiché donna. Nessuna parola negativa sull’uomo che consapevolmente tradisce la moglie. Quest’ultimo viene cosiderato vittima di un sortilegio che Yael gli ha teso.

Quando quell’uomo muore, la bambina che hanno concepito, nasce.  A partire da questo momento, Yael comprende la propria forza e il proprio disinteresse verso ciò che non merita attenzioni, come i giudizi altrui.

La reputazione di Shirah non è tanto diversa da quella di Yael: anche lei è colpevole di aver sedotto un uomo sposato. Le voci che lei sia un’incantatrice, una strega vengono poi accentuate dalla moglie tradita. Quest’ultimo è un personaggio molto controverso, che di certo non vi starà simpatico ma per cui proverete una sorta di tenerezza – pietà – in alcune scene.

Il primo incontro tra Shirah e Yael risale proprio a questo periodo: la seconda, ancora una bambina, orfana di madre, viene affidata alle cure della prima, lontana parente. Tra le due si crea un legame forte, che verrà però interrotto con violenza. Il padre di Yael, infatti, scaccia Shirah quando scopre che quest’ultima ha una storia d’amore con un uomo già impegnato.

Shirah è un pochettino più fortunata in amore – si fa per dire – poiché il suo uomo la ricambia, come dimostra dalla prima all’ultima scena del film, sacrificandosi per lei e venerandola come una dea, più che come una strega.

Shirah e Yael si rincontrano proprio a Masada, la fortezza in cui gli ebrei ribelli si stanno recando per opporsi ai romani. I soldati ribelli intendono approfittare della posizione privilegiata di Masada, per sconfiggere la legione romana.

Figure femminili e maschili

Ne Il volo della colomba sono numerose le figure femminili degne di nota, non abbiamo solo Shirah e Yael. Vi è anche Aziza, una sorta di Mulan col velo, una guerriera.

I temi sono forti, si parla di amore, violenza, possesso, di nuovo amore, maternità, pregiudizi, sessismo. È un film molto appassionante.

Sfortunatamente non tutti gli uomini vengono qui rappresentati come eroi, anzi. Fatta eccezione per alcuni, la maggior parte di loro sfoggia tutto ciò che di più negativo possa esserci in un maschio.

Violenza.

La guerra cambia i più docili rendendoli spietati o forse, più semplicemente, ne rivela la vera natura.

Al contrario, altri si mostrano riflessivi, decisi a sacrificarsi per la donna che amano o per gli ideali che li animano.

Conclusioni

Se ve ne sto parlando è perché consiglio a tutti voi di guardarlo almeno una volta nella vita. È un film appassionante, di cui è difficile liberarsi. Mi rendo conto che possa essere complesso scovarlo in rete ma tentate, ne vale la pena!

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