Diario

Femministe tossiche: 3 Motivi per non esserlo

Tempo di lettura: 3 minuti

Credo nelle donne, ma non credo nei movimenti femministi. 

Rita Levi Montalcini

“Quindi tu sei una femminista.”

Me l’hanno detto già tre volte quest’anno. Tre volte sono tante, contando che siamo solo a maggio e che gli ultimi due mesi li abbiamo trascorsi murati in casa, domandandoci se fosse meglio terminare il puzzle da mille pezzi appena acquistato o infornare la decima torta della giornata.

Ho delle difficoltà a dichiararmi una femminista, più che la parità dei sessi mi interessa la parità tra gli esseri umani. Troppo sognatrice, vero?

Scherzi a parte, come Rita Levi Montalcini, io credo molto nelle Donne, sfortunatamente però, alcune di loro hanno a mio parere rovinato il meraviglioso concetto di femminismo.

Gli uomini rabbrividiscono quando osi definirti una femminista, i più coraggiosi levano gli occhi al cielo mostrando disappunto, il resto suda pensando: oddio, ora devo stare attento a ciò che dico, questa magari si offende.
Purtroppo, non so se sia una mia impressione, nell’immaginario comune l’identikit della femminista moderna è il seguente:

Esaurita, generalmente single – perché gli uomini sono tutti cattivoni -, pronta ad azzannarti alla prima mossa sbagliata, usa a sproposito parole come “mercificazione della donna, diciamo no al patriarcato, usa la coppetta” e infine è in costante prima linea quando si tratta di giudicare altre donne.

Chiariamoci, queste non sono femministe, qui per me si entra nel femminismo tossico/estremista. Vi spiego qui di seguito tre atteggiamenti che vi rientrano e che io non sopporto.

PRIMO ATTEGGIAMENTO TOSSICO: L’ODIO VERSO GLI UOMINI

Femminismo non significa supremazia sull’uomo, altrimenti cadremmo in una sorta di maschilismo al contrario, non credete?
Noto numerose persone, specie sul web, che amano definirsi femministe o guerriere del patriarcato. Le vedo poi diffondere un disprezzo viscerale nei confronti del genere maschile, come se tutti gli uomini fossero maschilisti, brutti, cattivi, pronti a opprimerci.
Certamente, vi sono uomini di merda là fuori, ma non tutti vogliono rinchiuderci nelle loro belle case e obbligarci a pulire pavimenti e finestre come faceva mammà.

Nel 21 secolo, le donne si stanno rendendo conto del proprio potenziale e tutto ciò è meraviglioso, ma questo non significa che gli uomini vadano schiacciati, ridotti a idioti senza cervello o peggio ancora, mostri pronti a portarci via tutto ciò che ci siamo duramente conquistate, come credono le femministe estremiste.
Nel femminismo tossico, tutto ciò che fa un uomo ha un doppio fine. Ti apre la porta? Ha uno scopo ben preciso. Ti offre il succo alla pera? Non è gentilezza, lo fa per avere qualcosa in cambio. Ti fa dei regali? È il patriarcato, vuole farti credere di essere migliore di te.
Per carità, già sti poveri figlioli non sanno come comportarsi, se li sgridiamo pure per averci aperto la portiera dell’auto li mandiamo definitivamente in terapia.
Non vi è mai capitato di incontrare una femminista tossica di questo tipo? Sempre pronta ad attaccare l’uomo a prescindere?
È sbagliato ragazze, donne e uomini sono utili in egual maniera. Come facciamo a parlare di parità tra i sessi se siamo le prime a crederci superiori?

SECONDO ATTEGGIAMENTO: DUE PESI E DUE MISURE

Questo atteggiamento è ricollegabile al primo. Faccio un esempio pratico:
Situazione 1: Un uomo schiaffeggia una donna = violenza.
Situazione 2: Una donna schiaffeggia un uomo = può capitare, era solo nervosa.

È chiaro, fisicamente ci saranno conseguenze diverse: una donna non lascerà grandi lividi su un uomo, ma davvero vogliamo giudicare la gravità del gesto sulla base delle dei segni che lascerà?
È violenza in entrambi i casi.  
Perché se è un uomo a farlo, allora dev’essere etichettato come mostro, mentre una donna che ferisce un uomo deve per forza avere delle motivazioni dietro? Perché giustificare una violenza?
Di nuovo, adottare due pesi e due misure, difendere a prescindere le donne e condannare gli uomini non è femminismo.

TERZO ATTEGGIAMENTO: GIUDICARE LE ALTRE DONNE

Il femminismo è dare alle donne libertà di scelta, non è una bacchetta con cui colpire le altre donne.

Emma Watson

Questo è davvero buffo. Per come lo vedo io, il femminismo puro dovrebbe sostenere le altre donne, della serie non condivido ciò che fai, però mi batterò affinché tu abbia il diritto di farlo.

Invece, le femministe tossiche sono sempre pronte ad attaccare chiunque agisca al di fuori del loro confine di approvazione.
Posti foto seminuda sui social? Ti stai mercificando.
Sei single e ma hai dei rapporti sessuali? Sei una prostituta.
Vuoi fare la casalinga? Sei una vittima del patriarcato.

Patriarcato e mercificazione. Le parole preferite delle femministe tossiche.
Probabilmente se una di loro dovesse mai leggere questo articolo, anche io sarei etichettata come una sostenitrice del patriarcato, solo perché non la penso come loro.

Le donne non fanno altro che giudicarsi l’un l’altra e questo è l’atteggiamento meno femminista del mondo.
Con questo non voglio dire che tutte le azioni delle donne vadano sostenute solo perché attuate da donne, possiamo tranquillamente non essere d’accordo con quanto fatto da un’altra persona, il punto è… perché insultarla?
Sui social è pieno di commenti terrificanti che molte donne rivolgono ad altre.

Ritorno sugli esempi riportati prima:
Posti foto seminuda sui social? Ti stai mercificando.
Le femministe tossiche hanno quest’idea che se mostri troppo il tuo corpo evidentemente non hai altro da offrire. Questo è uno stereotipo terribile, della serie se sei fiera del tuo corpo e osi mostrarlo sei stupida; se invece metti solo foto in cui indossi maglioni invernali allora sei intelligente. In rete girava una vignetta simile tempo fa, con una biondona in tiro rappresentata come stupida e un’altra con occhiali e maglione che invece leggeva (quindi intelligente, ovvio).
Sei single e ma hai dei rapporti sessuali? Sei una prostituta.
Qui mi limiterei a dire solo che la vita sessuale delle persone non è affar nostro. Finché non va col tuo partner, non ti riguarda e anche se dovesse andarci… prenditela col tuo partner.
Vuoi fare la casalinga? Sei una vittima del patriarcato.
Ecco, le femministe tossiche pensano che essere una donna significhi fare carriera, finire a capo di un’azienda, di un paese, di una navicella spaziale.
Se non hai questi desideri, sei una perdente.
Vuoi sposarti e fare la mamma a tempo pieno? Sei vittima del patriarcato.
Non hai alcun interesse a diventare il CEO di un’importante azienda? Sei vittima del patriarcato.
C’è un bel dialogo nel film Piccole Donne tra Meg e Jo. La prima rivela alla seconda di volersi sposare con l’uomo che ama e la seconda la deride, dicendole che il loro obiettivo è viaggiare per il mondo. A quel punto Meg le dice una frase bellissima che è più o meno così Solo perché i miei sogni sono diversi dai tuoi non significa che valgano di meno.

E ha ragione! Abbiamo la possibilità di essere ciò che vogliamo, che sia essere donne in carriera o casalinghe, avere figli o non averne, perché criticarci l’un l’altra? Come può aiutarci ad affermare il femminismo sano che a me tanto piace?
Se una donna sceglie di rinunciare al lavoro e dedicarsi totalmente ai figli non significa che sia vittima del patriarcato. Lo sarebbe se qualcuno, come il marito, l’avesse costretta a farlo.

CONCLUSIONI

Spero che il mio discorso sia stato abbastanza comprensibile, non voglio essere fraintesa: io sostengo il femminismo, ma quello vero. Lottiamo – perché c’è ancora molto da fare – per la parità tra tutti, non solo di genere. Non accusiamoci l’un l’altro, esprimiamo le nostre opinioni e le nostre critiche senza insultare o gettare pietre su nessuno, uomo o donna che sia.
Fatemi sapere qui sotto o su instagram cosa ne pensiate al riguardo, sono curiosa di sapere se quella sul femminismo tossico sia una mia sola impressione.

A presto!


Credits
Thanks to Unsplah for the cover


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